Anticipazioni Terra Amara

TERRA AMARA ANTICIPAZIONI 8 MARZO: HAKAN e IL PERDONO DI ZULEYA

Scèrmin si reca a trovare Betùl che attualmente risiede a casa di Colàk. Betùl si lamenta con la madre, poiché Colàk non consente ai servitori di dormire lì e devono lasciare la casa una volta terminati i loro compiti.

PERCHE' SPOSARE  COLAK

Di conseguenza, è Betùl ad essere costretta a servire Colàk la sera e a pulire la cucina. Scèrmin consiglia a Betùl di utilizzare l'intelligenza con Colàk, di trattarlo con gentilezza, in modo da ottenere il massimo da lui. Inoltre, le chiede quando intende sposarsi. Betùl risponde che non ha intenzione di sposare un uomo così anziano. Scèrmin le suggerisce di considerare il fatto che Colàk è un uomo ricco, senza eredi, e con molti nemici, e potrebbe essere colpito da un proiettile o avvelenato, e in tal caso, lei erediterebbe tutta la sua fortuna.

Fikrèt, da quando è tornato dal Libano, ha sviluppato dei dubbi su chi sia veramente Hakàn. Ritiene che un ricercato non avrebbe potuto aiutarli in modo così efficiente, permettendo loro persino di attraversare una frontiera chiusa. Pertanto, decide di recarsi in procura per ottenere il permesso di incontrarlo in cella. Una volta di fronte ad Hakàn gli rivela che è lì perché si sente in debito nei suoi confronti. Hakàn risponde che anche lui è in debito con Fikrèt, poiché non ha rivelato a Zuleya la sua vera identità. Fikrèt gli fa notare che ha sempre intuito che Hakàn nascondeva qualcosa, ma prima non aveva prove concrete. Ora, però, è certo che Hakàn non è un feroce contrabbandiere, e che non intende nuocere a Zuleya.

Hakan si apre

Hakàn ribatte affermando che morirebbe per lei, e che prima del matrimonio aveva intenzione di rivelarle la sua vera identità. Fikrèt, desideroso di chiarire ogni dubbio, chiede ad Hakàn se è il criminale di cui tutti parlano, oppure se lavora per il governo. Lutfìe, in un momento di tranquillità, racconta a Zuleya che, durante una recente riunione, il sindaco ha avuto un malore, e ora si trova ricoverato in terapia intensiva. E' necessario che lei si rechi in municipio per occuparsi di alcune questioni urgenti. La loro conversazione viene interrotta dall’arrivo di Fadìk, che consegna i giornali che riportano la notizia della cattura di un noto trafficante di armi a Cukurova.

Mentre Zuleya legge gli articoli, si asciuga una lacrima. Sensibile al suo dolore, Lutfìye coglie l’occasione per proporle che, non appena il sindaco si sarà ripreso, potrebbero prendersi una pausa e partire per una vacanza ad Antalya insieme ai bambini, e lei accetta volentieri.

Il procuratore riceve una telefonata dal capo dei servizi segreti turchi, la signora Gungòr, la stessa donna con cui Hakàn va a parlare ad Ankara. Lei rivela al procuratore che ha inviato informazioni cruciali riguardanti Hakàn Gumusoglu tramite un corriere speciale. Il procuratore conferma di avere la busta sigillata e top secret sulla sua scrivania. Quindi, la apre, lasciandosi sorprendere dal suo contenuto. Le istruzioni sono chiare e gli viene detto di eseguire gli ordini che contiene. Poco dopo, il procuratore, con Hakàn accanto, convoca i giornalisti e gli abitanti di Cukurova, tra i quali è presente anche Zuleya, e annuncia che l’uomo arrestato non è il contrabbandiere internazionale, ma semplicemente un rispettabile uomo d’affari che porta lo stesso nome, e ingiustamente accusato.

EQUIVOCO RISOLTO

Il procuratore si scusa con Hakàn per l’errore dovuto all'omonimia, ed anche per il trattamento che ha ricevuto, quindi, lo ringrazia per la comprensione. Hakàn, a questo punto, prende la parola, e ammette la complicazione di condividere il nome con un criminale, e spiega che ha dovuto cambiare la sua identità per proteggere la sua immagine. Mentre si scusa con tutti loro, i suoi occhi cercano Zuleya, che lo fissa con uno sguardo scettico prima di allontanarsi, lasciandolo a fronteggiare le incessanti domande dei giornalisti.

Hakàn si reca da Kadir, il quale non nasconde il suo sollievo nel vederlo libero da ogni accusa, ma Hakàn ha ben altro per la mente. Per lui, l’unico pensiero che conta è Zuleya, e che la signora Gungòr gli invii i documenti che attestano che lavora per il governo, così da poter rivelare la verità. La speranza di Hakàn è che, una volta conosciuta la sua reale identità, Zuleya possa perdonarlo, poiché non può vivere senza di lei. In quel momento, telefona la signora Gungòr che, dopo essersi accertata della risoluzione positiva della situazione, gli dispiace informarlo che, al momento, non può inviargli i documenti che vuole, poiché la missione in corso sta incontrando delle complicazioni, e rivelare la sua vera identità in questo frangente, potrebbe mettere a rischio l’intera operazione.

Quando Zuleya rientra a casa, ordina agli uomini posti di guardia al cancello della Villa di non far entrare per nessuna ragione Hakàn Gumusoglu. Si è fatta sera, quando Fikrèt si reca da Zuleya, e desidera sapere se lei lo ha perdonato. Zuleya gli concede il suo perdono, riconoscendo che lui è andato a Beirut per lei, alla ricerca della vera identità di Memèt, rischiando la propria vita, e se a Fikrèt e Cetìn fosse accaduto qualcosa, non se lo sarebbe mai perdonata. Tuttavia, aggiunge che è anche arrabbiata, poiché Fikrèt le ha nascosto la verità. Fikrèt cerca di spiegarle che ha taciuto perché non voleva essere ingiusto con Memèt. La sua reticenza, nasceva dalla consapevolezza che, nonostante tutto, potrebbe non essere un criminale, e evidenzia come Memèt, presentandosi con un'auto contrassegnata dalla sigla della stampa, lo ha salvato anziché ucciderlo, e lo ha aiutato, facendogli oltrepassare la frontiera chiusa con la Siria. Se realmente fosse stato il crudele criminale di cui tutti parlano, e l'assassino di Demir, non avrebbe avuto alcuna ragione per salvarlo.

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